Frankenphotography


FRANKENPHOTOGRAPHERS #2: Miroslav Tichý, TARZAN IN PENSIONE.

“Quando ero piccolo mia nonna mi diceva: lavati le mani, o diventerai come Tichý!” racconta Roman Buxbaum, l’uomo che ha fatto conoscere al mondo l’opera di Miroslav Tichý.

Classe 1926, “Tarzan in pensione”, come egli stesso si definisce, Miroslav Tichý è un frankenfotografo unico. Dopo aver studiato presso l’Accademia delle Arti di Praga, con l’arrivo del comunismo si ritirò a vita solitaria nella città natale di Kyjov, una piccola cittadina della Repubblica Ceca. Lì iniziò a vivere come un eremita, abbandonò la pittura, e, verso la fine degli anni ’60, cominciò a dedicarsi alla fotografia in maniera quantomeno “personale”. Ignorando qualunque regola della fotografia tradizionale, Tichý ha realizzato un’enorme mole di immagini sfuocate, sfinite, consumate. Il suo lavoro è guidato dall’ossessione voyeristica per il corpo femminile. Nascosto tra i cespugli, con in mano le sue fotocamere costruite con robaccia raccolta per le strade, Tichý ha rubato per decenni forme e nudità delle ignare compaesane. L’effetto finale è quello di una serie di frammenti in grado di comporre un inedito ritratto della quotidianità delle donne di Kyjov. Forse la sua ossessione ha bisogno di essere continuamente alimentata, e sarà per questo che una volta sviluppate, stampate, e “montate” su cornici improvvisate, cartacee e scarabocchiate, le sue immagini gli saranno sembrate inutili: sono state gettate via, distrutte, o semplicemente dimenticate. Alcune sembra siano state rosicchiate dai topi, complici della sua opera compulsiva. In ogni caso, non sono state concepite per essere esposte allo sguardo del pubblico. Tichý, seriamente contrariato dal recente successo, definisce le esposizioni “una perdita di tempo”, e non ha mai visitato le proprie. Il mondo? “Una gran merda”. Pillole di saggezza di un fotografo che ha passato quasi tutta la propria vita in solitudine, lavorando solo per sé stesso, raccattando cianfrusaglie e frammenti di immagini, forse con l’unico scopo di dare una parvenza di ordine alle proprie pulsioni.

Tichy con alcune delle sue fotocamere.

Questo è il sito ufficiale della Fondazione creata da Roman Buxbaum per raccogliere, organizzare e diffondere l’opera di Tichý: http://www.tichyocean.com/. Il sito è molto completo e ricco di curiosità. Nella sezione “Problemi”, ad esempio, si possono ammirare alcuni falsi fotografici, e si possono seguire le vicende legali legate all’opera e al problematico mantenimento del Maestro. Nel 2004 Buxbaum ha anche realizzato un documentario su Tichý, dal titolo “Tarzan in Retirement”. Secondo Jana Hebnarová, amica di infanzia di Tichý, altra parte in causa per i diritti legali dell’opera, il titolo del documentario le fu rubato da Buxbaum, che lei ritiene un approfittatore in contrasto con lo stesso artista. Il suo pnto di vista è espresso chiaramente qui: http://www.tichyfotograf.cz/en/miroslavtichy-about.html. Sullo stesso sito, oltre alla “vera storia” della vicenda, si possono vedere molte fotografie, disegni, e oli su tela.: http://www.tichyfotograf.cz/en/.

Su Flickr esiste un gruppo chiamato “Miroslav Tischý Appreciation Society”, che accoglie il lavoro di fotografi che si ispirano all’opera di Tichý: www.flickr.com/groups/tischy/

Sempre da Flickr un set di immagini della mostra organizzata al Centre Pompidou nel 2008: http://www.flickr.com/photos/gunthert/sets/72157605792798852/

Il trailer del pluripremiato documentario su Tichý “World Starhttp://www.worldstar.sleeping-tiger.com/

Segnalo un articolo su Tichý di Geoff Dyer, autore, tra le altre cose, del bel libro “L’infinito istante. Saggio sulla fotografia”, pubblicato da Einaudi nel 2007. L’articolo è tratto dal Guardian: http://www.guardian.co.uk/artanddesign/2008/aug/02/art.photography

Un'immagine recente dell'artista.

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3 commenti so far
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p o e s i a +

Commento di barecup

Sì, è molto affascinante il buon Miroslav!

Commento di frankenphotography

Grazie infinite delle preziose informazioni su questo artista che non conoscevo..
Sono rimasta perticolarmente colpita in particolare per la citazione dell’articolo di Geoff Dyer, autore che neanche conoscevo fino a poco trmpo fa e di cui guarda caso sto leggendo proprio in questi giorni il suo bellissimo saggio sulla fotografia! E’ bello poter condividere e conoscere grazie ad un suggerimento e passando di link in link
Fiamma

Commento di fiamma




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