Frankenphotography


IL GIOCO DEL FUOCO #1 – TILT SHIFT PHOTOGRAPHY

Con “Tilt-Shift Photography” ci si riferisce alle tecniche di ripresa basate sul movimento dell’obiettivo. Obiettivi decentrabili e basculabili permettono di effettuare correzioni prospettiche (importantissime ad esempio nella fotografia d’architettura) e di avere un controllo accessorio della profondità di campo (oltre quello ottenibile tramite la regolazione del diaframma). Il bello di poter giocare con i movimenti dell’obiettivo è che si possono incrementare le possibilità della messa a fuoco: è possibile ottenere immagini interamente nitide (molti fanno questa scelta per fotografare paesaggi), ma si può orientare il piano di messa a fuoco in modo che solo una piccola parte del soggetto sia nitido. In quest’ultimo caso l’effetto è totalmente diverso da quello ottenibile tramite l’apertura del diaframma. Ci si può sbizzarrire applicando tecniche come il selective focus e il miniature faking, come nelle immagini sottostanti.

Esempio di "selective focus" ottenuto con un obiettivo Lensbaby su Canon 5D. Foto di Hzoi (http://en.wikipedia.org/wiki/File:Lensbaby-sample.JPG).

Se qualcuno volesse approfondire l’argomento del focusing, superando le colonne d’Ercole della fotografia standardizzata, consiglio la lettura di due testi di Harold M. Merklinger, con tutte le informazioni possibili sulla messa a fuoco e la profondità di campo. Per fortuna di tutti, il benemerito Harold, fotografo seguace della “teoria dell’inadeguatezza della profondità di campo tradizionale”, offre gratuitamente i due testi in formato PDF. Si scaricano da qui: http://www.trenholm.org/hmmerk/download.html. Questo sito invece raccoglie link utili sulla fotografia Tilt/Shift: http://hame.ca/tiltshift.htm.

Come fare per giocare col fuoco? L’industria ha prodotto parecchi modelli di lenti, montabili su reflex digitali e analogiche. Date un’occhiata a questa galleria: http://it.wikipedia.org/wiki/Obiettivo_decentrabile. Una soluzione più economica è rappresentata dalle Lensbabies, compatibili con macchine Canon, Nikon, Sony, Pentax e altre SLR, dal design molto particolare: http://lensbaby.com/lenses.php. Tutte queste lenti permettono vari movimenti grazie al Sistema Optic Swap.

La serie di lenti Lensbaby: Muse, Composer, Control Freak.

La soluzione più economica di tutte (gratuita!) è il freelensing, ovvero l’arte di convertire qualsiasi obiettivo in lente decentrabile e basculabile. Come si fa? Semplicemente smontando l’obiettivo e accostandolo al corpo macchina. Si scatta con l’obiettivo staccato, e ogni piccolo movimento cambia il fuoco dell’immagine. Ovviamente bisogna stare attenti a non far entrare polvere o altro dentro il corpo macchina. Spesso qualche parte della foto viene bruciata dalla luce, ma l’effetto può anche essere piacevole; dipende dal gusto. E’ consigliabile usare ottiche dai 50mm in su, possibilmente superiori, mai grandangolari. E’ anche meglio scegliere soggetti con una certa profondità e varietà di piani. Una piccola guida on-line: http://content.photojojo.com/uncategorized/tilt-shift-and-macro-freelensing/.

Poi ci sono le soluzioni squisitamente frankenfotografiche. Girovagando qua e là per la rete ho trovato un po’ di progetti interessanti. Vediamone alcuni:

1) La Tilt SHift Mod per DSLR di Marko Tardito.

Lascio descriverla allo stesso Marko, eccellente fotografo di cui segnalo il sito (http://www.markotardito.com/).

“La Mod è iniziata quando un amico fotografo (Jean Marie Francius) mi ha fatto vedere che stava cercando di attaccare al retro di un soffietto di un banco ottico, un corpo di una macchina digitale. Mi sono subito messo al lavoro e con un po’ di pezzi che avevo e il caro ebay, ho assemblato il mio Tilt Shift per DSLR. Per prima cosa, lavorando io con Pentax 6X7 e le sue meravigliose ottiche, ho deciso di lavorare con questo passo. Mi sono procurato un soffietto, smontando un vecchio paraluce che avevo in passato.

Mi sono ritagliato due pezzi di policarbonato nero, trovato in una ferramenta fornita, che ho poi sagomato e forato per farci entrare due tubi di prolunga. Nella parte frontale ho sistemato il tubo di prolunga della Pentax 6×7, mentre nella parte posteriore un tubo di prolunga Canon (di fattura cinese, ma per quello che serviva a me va benissimo) trovato su ebay per pochi euri.

Il tubo di prolunga Canon mi servirà per attaccare il soffietto al corpo macchina. Nella parte frontale, al tubo di prolunga ora posso attaccare tutte le mie ottiche Pentax. Ma la mia ricerca non si ferma qui. Avendo io una passione per le vecchie ottiche per banchi, non trattate per il colore, mi sono procurato dei tappi Pentax 6X7.

Dopo averli forati, ho iniziato ad incollarci le ottiche (con una colla speciale molto simile al silicone nero, ma con una resistenza maggiore). Mi sono quindi creato un piccolo corredo di ottiche antiche. Per finire mi sono fatto una maniglia in legno come quelle che ho sulle mie Pentax, più per una questione estetica che non una pratica.

Per risolvere il problema di tenere il soffietto fisso, mi sono procurato a Bievre (il mitico mercatino che si tiene fuori Parigi a giugno) un magic arm, che ho poi fissato all’attacco del cavalletto della Canon e al Tilt shift. Con questo sistema sono in grado di controllare il movimento del soffietto e ripetere le distorsioni volute in altre immagini.”

Le immagini della Mod:

2) Lente Tilt/Shift autocostruita per (D)SLR di Adrian Hanft (http://www.foundphotography.com/).

Materiali necessari: una reflex, come la Pentax K1000 usata da Adrian; vanno bene anche le digitali. Un tappo di quelli che chiudono il corpo macchina quando non vi sono montati obiettivi (body cap). La camera d’aria della ruota di una bicicletta. La lente di una macchina macchina fotografica, magari da buttar via. Scegliete una lente che si smonti facilmente, e che sia il più possibile sottile. Se il meccanismo di scatto è parte della lente, come nelle vecchie fotocamere, dovrete trovare un modo per mantenere il diaframma aperto in modo permanente. Per questo esperimento è stata usata la lente di una Argus 35mm, che è facilmente rimovibile e ha la posa “T” per mantenere il diaframma aperto.

L’idea è semplice: tagliare un pezzo di camera d’aria e inserirvi da una parte il body cap, dall’altra la lente. Dopo aver rimosso la lente dalla vecchia fotocamera, tagliate il centro del body cap in maniera circolare e staccate la parte centrale. Inserite il body cap modificato nella sezione della camera d’aria. Dall’altro lato inserite la lente. Tenete conto della distanza focale; tenete la lente vicina al corpo macchina se volete mettere a fuoco soggetti a media distanza, allontanatela invece se volete fare esperimenti macrofotografici et similia. Potete anche lasciare la camera d’aria più lunga del necessario, in modo da poter spostare avanti e indietro la lente, secondo necessità. Adesso potete attaccare il body cap al corpo macchina, ed ecco il vostro sistema tilt/shift pronto per l’uso. Se il body cap non si avvita bene dovrete inventarvi un sistema per non far staccare la lente mentre fotografate.

Le foto del sistema:

La lente della Argus rimossa.

Il body cap tagliato e inserito nella camera d'aria.

L'inserimento della lente nella camera d'aria.

L'obiettivo tilt-shift completo, visto dall'interno.

"Eppur si muove!"

La Pentax k1000 con la lente montata e un "rinforzo" per non farla staccare.

3) “Build a Tilt-Shift Camera Lens for Peanuts” di Dennison Bertram (http://www.dennisonbertram.com/).

Materiali: un corpo macchina SLR o DSLR. Un obiettivo di formato superiore a quello del corpo macchina, ad esempio un obiettivo 6×6 o superiore su un corpo macchina 35mm (in questo caso è un Carl Zeiss 80mm per il medio formato). Uno stantuffo in gomma con struttura a mantice, per esempio quello di uno sturalavandino; qualsiasi va bene, purché sia flessibile e non troppo grande. Cartone nero rigido, o plastica nera. Un body cap di plastica corrispondente al corpo macchina. Una buona colla; è necessario incollare il tappo al cartone/plastica e questo allo stantuffo. Se si desidera una configurazione più robusta si possono attaccare i pezzi con dadi e bulloni.

Istruzioni: prendete il tappo e intagliate la parte centrale, come nel progetto precedente. Limatelo in modo da non lasciare sbavature. Tagliate lo stantuffo, che fungerà da soffietto, e inseritevi l’obiettivo. Adattate il foro all’obiettivo in modo che sia stretto. La soluzione migliore è forse quella di acquistare un adattatore a baionetta per l’obiettivo che si utilizza, attaccarlo al “soffietto”, quindi avvitare la lente sull’adattatore. Per costruire la base tagliate un anello di cartone o di plastica, con il cerchio interno della stessa circonferenza del tappo, e l’esterno corrispondente alla parte inferiore del “soffietto”. Dipingete di nero l’anello, per evitare la rifrazione della luce all’interno del soffietto. Incollate i pezzi, il tappo nell’anello, e l’anello nel soffietto. Fate asciugare la colla, provatene la resistenza, e ammirate il risultato: l’obiettivo mobile è pronto! Ricordatevi che con questi obiettivi bisognare scattare con i controlli manuali. Meglio usare diaframmi aperti, ed avere la mano ferma (a meno che non si costruisca anche un sistema di supporto per l’obiettivo). Altra raccomandazione: pulite bene il tutto prima di montarlo su una reflex digitale, o rischiate di far entrare polvere nel corpo macchina e sul sensore.

Le immagini del progetto:

Il tappo intagliato.

Il "soffietto" predisposto per il montaggio.

L'obiettivo inserito nel soffietto.

L'anello da inserire nel retro.

L'assemblaggio delle parti che compongono il retro.

Il sistema finito, montato sulla fotocamera.

Una fotografia di Dennison Bertram scattata con l'obiettivo Tilt/Shift.

Un'altra foto di Bertram ottenuta con lo stesso sistema.

4) Sistema Tilt/Shift autocostruito con un vecchio obiettivo a soffietto di Marcus Kazmierczak (http://mkaz.com/).

Procuratevi una vecchia macchina a soffietto estraibile, di tipo folding (io prenderei una 6×9…), e un tubo di prolunga adatto alla fotocamera su cui dovete montare l’obiettivo. Il tubo di prolunga deve essere corto, in questo progetto ne è stato usato uno di 12mm. Staccate la lente e il soffietto dal corpo macchina, tagliando il soffietto se necessario (con accortezza e precisione). Attaccate il soffietto al tubo di prolunga con del nastro isolante nero. Magari applicate un secondo strato di nastro, e assicuratevi che sia a prova di luce. Montate il tutto sulla vostra macchina e il gioco è fatto. Pulite bene tutto, mentre realizzate l’obiettivo, se avete intenzione di usarlo su una digitale. Nonostante il tubo di prolunga corto, potreste avere problemi a fotografare soggetti distanti, ma avrete comunque una lente macro con cui giocare.

Wirgin Anastigmat Camera, 75mm f/4.5.

Lente e soffietto incollati al tubo di prolunga.

Il sistema finito montato su una Nikon.

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9 commenti so far
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Sei un genio!!! Le tue proposte basculanti sono sbalorditive: proverò a metterle in pratica. Complimenti, Alessandro & Francesca

Commento di Alessandro Carli

Grazie! Ma sono idee altrui, io le ho solo riunite in un discorso omogeneo, per mostrare le possibilità dell’autocostruzione

Commento di frankenphotography

Adoro il faida te! sopra tutto quando mi fa risparmiare 800€ ora provo vediamo se il risultato è buono come cn una tilt shift canon eheheh

Commento di Seci_Caschi

beh, proprio come il Canon magari no… ma il risparmio è assicurato. Mandami qualche foto del tuo progetto, se ti va. Ah, complimenti per il nick

Commento di frankenphotography

Anche io leggenmdo in giro mi sono cosytruito il mio Soffietto Tilt & Shift, ma ho grossi problemi di messa a a fuoco specialemnte non riesco a focheggiare sull’infinito….
Hai qualche suggerimento ?
Questo il progetto

P1030262
Commento di Luca

Ciao Luca, non sono un esperto, le autocostruzioni riportate nel post sono il risultato di ricerche altrui, come segnalato. Ti consiglierei di provare ulteriori esperimenti cercando di controllare bene gli assi, perché la struttura mi sembra parecchio mobile e non vorrei che le tue difficoltà fossero determinate da imprecisioni nei movimenti del gruppo ottico. Molto dipende anche dagli obiettivi che monti, e da quanto estendi il soffietto. Prova a fotografare un oggetto dal basso, ad esempio, decentrando semplicemente verso l’alto, con un obiettivo di focale corta. Tieni il piano focale parallelo al piano di presa, decentra l’obiettivo senza inclinarlo e soprattutto non estendere troppo il soffietto. Secondo me dovrebbe andar bene l’80mm che vedo in foto, però dovresti controllare l’estensione del soffietto. Porva anche un semplice basculaggio, seguendo le stesse istruzioni. Mandami qualche immagine ottenuta con i dati tecnici, proverò a cercare qualche soluzione in rete. Spero di esserti stato utile! Purtroppo, come ti ho detto, non sono un esperto, faccio esperimenti e raccolgo quelli di altri, ma molte cose devo impararle anch’io…
Ciao

Commento di frankenphotography

Allora ragazzi ora vi riporto anke la mia esperienza. Intanto però complimenti per questo sito grazie al quale sto capendo sempre qualcosa in più riguardo al fuoco alle lunghezze focali e via dicendo.
Torniamo al nocciolo della questione: avendo letto mesi fa le prime info su come realizzare da se un adattatore tilt ho realizzato il mio personalissimo utilizzando un bodycap e un tappo da obiettivo. Ho tagliato forato e limato il necessario fino ad ottenere una inclinazione a mio avviso ideale, e una volta incollato il tutto l’ho testato col 18-55 ottenendo però la facoltà di poter mettere a fuoco a non oltre 15-20 cm di distanza… Da qualche giorno ho per le mani un 18-200 e alla massima zoomata riesco a mettere a fuoco a circa due metri. Cosa mi sfugge? Con l’ottica ammetto di avere ancora qualche limite quindi mi chiedo dove sta l’inghippo? Serve forse una lente addizionale? O devo magari cercare di ridurre al minimo la distanza tra obiettivo e corso macchina?
Ho forse dimenticato di dire che è mia intenzione ottenere l’effetto miniatura quindi con necessità di mettere a fuoco all’infinito.
Grazie già da ora e se saprete/vorrete chiarirmi le idee.

Commento di wallace

Ciao Wallace, grazie per i complimenti!
Purtroppo, per quanto riguarda la messa a fuoco all’infinito, temo di non poterti aiutare: la perdi automaticamente nel momento in cui inserisci uno spessore tra la lente e il corpo… perciò non vedo soluzioni. Basta un minimo distanziamento per perderla irrimediabilmente. Con una lente come quella che descrivi puoi giocare parecchio con il fuoco, ma temo tu non possa recuperare il fuoco all’infinito.
Spero di esserti stato utile.

Commento di frankenphotography

Grazie per la risposta pressochè istantanea!
Ribadisco il concetto dei miei limiti per quanto concerne l’ottica e tutti i suoi risvolti, quindi solo in base alle esperienze che faccio posso imparare.
I primi test di basculaggio li ho fatti sganciando il 18-55 e inclinandolo un po a caso, notando che riuscivo ad ottenere l’effetto di “distorsione” del piano focale rimanendo la possibilità di focheggiare anche alla massima estensione dell’obiettivo. Questo dal balcone di casa mia mi consentiva di ottenere i primi effetti miniaturizzati, seppur con nessuna precisione e senza contare le infiltrazioni di luci a “bruciare” gli scatti.
Non appena ho realizzato la primissima versione del mio adattatore ho capito che ciò che andavo a fare altro non era che ciò che si ottiene con gli anelli di prolunga per fotografia macro.
Poi come già detto col 18-200 ho capito che aumentando il range di zoom sposto più avanti il mio piano di fuoco, ma se tanto mi da tanto per ottenere ciò che voglio mi ci vorrà un 800 o forse più ammesso che esistano (e che me li possa permettere) anzi a quel punto investo in un Canon TS e amen.
Da tutto ciò scaturiscono i miei quesiti…
Nella descrizione della maggior parte degli adattatori tilt-shift viene specificato anche MACRO e da ciò deduco che si tratti di dispositivi meglio realizzati del mio super artigianale,ma in quelli dove invece MACRO non è specificato??? E’ forse inclusa all’interno una lente in grado di rimediare all’effetto dell’allontamento dell’ottica dal sensore? O si tratta bellamente di una fregatura?
E per ultimo, non si riesce a rimediare al suddetto fenomeno con una lente (ammesso che esista) da applicare frontalmente dove si avvitano i filtri?

Scusate per il soliloquio ma in testa le domande son tante e il tempo sempre pochissimo:

Grazie ancora.

Commento di wallace




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