Frankenphotography


Futurismo Passatista #3: Andry Tych

In altri post ho scritto dell’uso della Scannercamera come strumento di ricerca sul movimento e sul tempo in fotografia. È certamente un tema interessante, su cui si sono giustamente concentrati gli sforzi dei frankenfotografi, ben comprendendo come il trattamento del pro-filmico permesso dall’acquisizione lineare dello scanner consenta di indagare con mezzi visuali nuovi il nesso tra movimento, tempo, e rappresentazione.

Esiste, però, anche un altro utilizzo di questo dispositivo: come macchina di grande formato dotata di “dorso digitale”. Una macchina economica, ma in grado di realizzare immagini di dimensioni enormi. Molti prototipi sono stati costruiti con questo scopo, per riprese, diciamo, più tradizionali, e stavolta voglio presentare un fotografo che ha scelto questo modus operandi con ottimi risultati: Andry Tych.

Andry Tych con la sua Scannercamera

Come scrive lui stesso, la sua ricerca sulla Scannercamera è iniziata per necessità: voleva lavorare con il grande formato, ma non aveva grandi disponibilità economiche, né una particolare passione per la camera oscura tradizionale. Ciò che lo attraeva del grande formato, in particolare, era la possibilità di arricchire la tonalità delle proprie fotografie con morbidi toni di grigio, e di sperimentare inedite distorsioni geometriche. Tych si è quindi armato di pazienza, ha raccolto informazioni in rete sugli esperimenti precedenti, e in sei mesi ha costruito una Scannercamera soddisfacente, ottimizzata per il suo scopo: il ritratto di nudo. La sua esperienza e le sue impressioni sono riportate nel suo sito personale: http://camera.tych.ru/. Per ottenere le immagini riportate di seguito Tych ha elaborato un proprio stile di post processing, colorando le fotografie via software, per superare la difficoltà della Scannercamera a riprodurre i colori (è uno dei problemi della Scannercamera: acquisendo separatamente Red, Green e Blue, basta un piccolo disallineamento per eliminare la possibilità della ripresa a colori). Il risultato è stupefacente, le sue immagini sono delicate e pittoriche, e ricordano molto da vicino le fotografie colorate a mano di Jan Saudek. L’indirizzo della sua gallery, con belle immagini in b/n e a colori: http://www.tych.ru/pix.php5?c=10.

Qualche dettaglio tecnico sulla Scannercamera di Tych: la macchina è fatta di spessi fogli di cartone, le ottiche sono due Industar di 140 mm e 210 mm, entrambe f 4.5. Non c’è soffietto o altro sistema di estensione, ma ogni lente è montata su un box di cartone di lunghezza appropriata alla focale, da collegare al dorso. I filtri per gli infrarossi sono ricavati da vecchi proiettori per diapositive di fabbricazione sovietica. L’area di ripresa è quadrata, e misura 16×16 cm. Qualche immagine della Scannercamera:Altre immagini: http://camera.tych.ru/ e http://www.tych.ru/view.php5?id=630.

Infine, la Scannercamera in azione, secondo la ricetta di Tych: una combinazione di posa, luci appropriate, equipaggiamento unico e, naturalmente, tette!

Tutte le immagini © 2010 Andry Tych.

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